Quel motivetto che mi piace tanto è una delle canzoni più antiche che ho riassunto in Canzoni liofilizzate. Lettura semiseria dei testi della musica italiana. (per saperne di più, vai qui: https://www.mariovalentini.net/canzoni-liofilizzate/ o qui: https://www.ilpalindromo.it/product/canzoni-liofilizzate/)

Il brano risale al 1932 ed era stato scritto da Michele Galdieri (testo) e da Dan Caslar (musica) per un varietà musicale intitolato “Strade” (Napoli, Teatro Nuovo, compagnia Molinari). Nella rivista veniva interpretato da Tecla Scarano. In seguito è stato portato al successo dall’orchestra di Pippo Barzizza.

Dan Caslar era diventato Dan Caslar in America, dove era emigrato da Napoli e dove si era messo a fare il musicista jazz. Prima di andare in America infatti Dan Caslar si chiamava Domenico Casolaro. Rientrato in Italia negli anni ’30, Dan Caslar ha continuato la sua carriera di musicista componendo molti brani per il teatro, per le riviste e per il cinema.
Nel secondo dopoguerra Quel motivetto che mi piace tanto è stato riproposto più volte da molti artisti: Nicola Arigliano, i Gufi, Mina. Ma quello che negli anni ’60 l’ha fatto diventare un vero e proprio tormentone è stato un Carosello in cui il brano (con il testo modificato) veniva utilizzato per pubblicizzare le caramelle Lys della Dufour. (si può vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=JCX-YCswG4c).
Leggendo un bel saggio di Michele Farina da titolo Un narratore anfibio. Luigi Malerba e le forme brevi (Mimemis, 2025) ho scoperto che quel carosello è stato realizzato da Luigi Malerba, che nel 1959 aveva fondato con Paolo Spinola una società pubblicitaria, attiva fino al 1964 (tra i caroselli da loro realizzati, anche uno con Fred Buscaglione che pubblicizzava le Pasticche del Re Sole).

(per notizie più dettagliate sul libro vai qui: https://www.mimesisedizioni.it/libro/9791222324432)
Malerba nel 1959, di fatto, non aveva ancora esordito come autore di narrativa. Il suo primo libro di rilievo infatti, La scoperta dell’alfabeto, sarebbe uscito nel 1963. Fino ad allora aveva lavorato nel cinema, soprattutto come sceneggiatore. Aveva anche avuto un’esperienza come regista, non particolarmente fortunata. Ma la collaborazione con la Titanus, la casa di produzione per cui lavorava, si era interrotta: da qui la necessità di trovare nuove strade lavorative e l’approdo (per un breve periodo) alla pubblicità.





















